La scala V: capire i gradi di bouldering
Entra in quasi ogni palestra di arrampicata del mondo anglofono e i boulder porteranno gradi V: V0, V1, V2 e così via. La scala V è il sistema di gradi di bouldering dominante in Nord America e sempre più nel mondo, nata nei massi texani di Hueco Tanks negli anni Ottanta. È semplice, aperta e centrata puramente sulla difficoltà del movimento su una manciata di passaggi. Capirla aiuta a seguire i progressi in palestra e a leggere le guide di boulder da un continente all’altro. Esplora le grandi zone di bouldering del mondo sulla mappa.
Da dove viene la scala V
La scala V fu creata da John «Vermin» Sherman, che la sviluppò mentre compilava una guida di Hueco Tanks nel Texas occidentale alla fine degli anni Ottanta. La «V» viene dal suo soprannome, Vermin. Prima della scala V, il bouldering americano non aveva un sistema coerente, e la scala di Sherman diede agli arrampicatori un linguaggio comune per la disciplina in esplosione. Si diffuse da Hueco attraverso gli Stati Uniti e poi a livello internazionale, diventando lo standard nelle palestre di tutto il mondo.
Come funzionano i numeri
La scala V è una singola sequenza aperta di numeri interi: V0, V1, V2 e oltre, senza tetto teorico. Sotto il V0 si vede a volte VB («V-Basic» o «V-principiante») per i problemi più facili. Non ci sono sotto-gradi a lettere come nel sistema francese, anche se gli arrampicatori dicono informalmente che un problema risulta «morbido» o «duro» per il suo grado. Alla fine degli anni Venti del 2000, i problemi confermati più duri si collocano a V17, un livello raggiunto solo da una manciata di arrampicatori.
Dove si collocano i gradi
Un boulderista alle prime armi gestisce tipicamente da VB a V1; V2 e V3 segnano un costante progresso iniziale. Arrampicare V4 e V5 rappresenta una solida capacità intermedia, il livello che molti assidui frequentatori di palestra raggiungono. Dal V6 al V8 è territorio di amatori forti, e il V9 e oltre segna l’arrampicata avanzata ed esperta. La cima assoluta — V15, V16, V17 — appartiene a un’élite minuscola; problemi come Burden of Dreams di Nalle Hukkataival in Finlandia hanno definito la punta del grado.
I gradi di boulder concentrano la difficoltà
Una caratteristica chiave dei gradi di boulder è che condensano la difficoltà in pochissimi movimenti. Un boulder può essere lungo solo da tre a otto movimenti, così il suo grado riflette una difficoltà intensa e concentrata anziché lo sforzo continuo di una via lunga. Per questo un boulderista da V5 non è necessariamente un arrampicatore di vie da 6c+ francese, e viceversa — le richieste differiscono. Potenza, forza delle dita e movimento esplosivo contano molto più nel bouldering della resistenza aerobica che le vie lunghe premiano.
Confrontare la scala V con Font
Il principale rivale della scala V è la scala di Fontainebleau usata in Europa. Equivalenze approssimative: V0 vicino a Font 4–5, V1 a 5+, V3 a 6A+, V5 a 6C+, V7 a 7A+, V10 a 7C+ e V13 a 8B. Le conversioni sono approssimative e vivacemente dibattute, in parte perché i gradi Font sono spesso considerati premiare tecnica e finezza, mentre i gradi V possono premiare la potenza pura. I viaggiatori imparano a trattare le prime sessioni in una nuova zona come una taratura.
Highball e pericolo
La scala V misura la difficoltà del movimento, non il pericolo. Un «highball» — un masso alto dove una caduta dalla cima sarebbe seria — porta lo stesso numero che sia alto un metro o otto. I boulderisti gestiscono questo rischio con pile di crash pad e spotter, ma il grado da solo non avverte. Leggere l’altezza e l’atterraggio di un problema è un giudizio a parte che ogni boulderista deve fare prima di impegnarsi.
Sulla mappa
La scala V gradua i massi degli Stati Uniti e le palestre di tutto il mondo, da Hueco Tanks al granito di Bishop. Usa la mappa interattiva per trovare zone di bouldering di livello mondiale e i problemi che hanno spinto la scala sempre più in alto.